L’interesse artistico di Carlo Pucci, nato a Bologna nel 1956, si traduce in un’attività svolta da autodidatta, in totale assenza di specifici studi artistici, che dal 2004 lo conduce a dedicarsi prevalentemente alla video-arte, coniugando immagini dinamiche con sequenze filmate, spesso accorpate ad elementi grafici e pittorici.

Il motivo conduttore della propria espressione multimediale può essere riassunto nella rappresentazione, a volte cinica, di una realtà filtrata all’interno di spazi chiusi, sigillati da una costante elaborazione introspettiva quale linea di confine fra un territorio pressurizzato e la dimensione esplosiva che ne scaturisce.

Scrive Gaetano Salerno: “All’interno di inquadrature metaforiche l’artista esplora lo spazio delle sensazioni disegnando i confini di una realtà sdoppiata, […] tra l’essere in atto e l’essere in potenza. Negando l’esattezza dell’immagine e il suo valore iconico di realtà rivelata, lo sguardo dell’artista diviene elogio dell’incertezza e paradigma del dubbio esistenziale […] Divenire significa Crescere così come opporsi tenacemente alla realtà statica dell’attesa significa – per Carlo Pucci come per ciascuno di noi – avanzare sulla scacchiera privata della sua ortogonalità, scartando di volta in volta l’errore insito nella ricerca empirica, consapevoli dell’inaccettabilità di un’ unica verità affermativa e accogliendo con stupore le illuminanti intuizioni di un sapere interiorizzato” (Gaetano Salerno | www.segnoperenne.it ).